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  Territorio  
 

Il comune si trova a 43 km da Salerno ed è raggiungibile percorrendo l'autostrada A3, uscita al casello di Battipaglia, la nazionale S.S. 18 (fino a Capaccio Scalo), la S.S. 166 degli Alburni (bivio di Petrale) e, infine, la S.P. 13. La stazione FS più vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio Calabria. La sua particolare posizione geografica, le permette di dominare la piana dei templi di Paestum, offrendo un'ottima vista panoramica di tutto il golfo di Salerno(anche definito anticamente Posidoniate o Sinus Paestanus). La Provincia di Salerno è ricca di paesi che custodiscono interessanti risorse naturali e culturali.

Il suo territorio tocca i più bei tratti della costa tirrenica, ma anche i paesi lontani dalla costa non mancheranno di regalare ai visitatori uno splendido panorama. Il mare, il verde e le affascinanti tradizioni fanno di questi posti le mete ideali per interessanti escursioni. Il richiamo non è dovuto solo alla legenda e alla storia, alle zone archeologiche, appassionando studiosi fra i più insigni ai problemi dei suoi resti, ma all'eccezionale molteplicità dei suoi scenari colorati da una vegetazione tipicamente mediterranea.

Potrebbe sembrare, a prima vista, un'esagerazione, ma il palcoscenico naturale e storico - archeologico di Paestum , dove mito e leggenda coesistono in un connubio inscindibile, non è così diverso dal paradiso dell'immaginazione che alberga nella fantasia di chi vive su questo straordinario dono della natura, Nelle sue forme ha la forza espressiva di una vera opera d'arte, la cui entità materiale è capace di trasmettere, a chi viene a visitarla, esplorarla e commentarla, emozioni vive, nelle quali gli opposti, invece di scontrarsi, si attraggono, nelle quali il relativo supera l'assoluto.

Sono da visitare l'intera area archeologica iniziando dal Santuario di Hera alla foce del Sele, eretto nel VI secolo a.C., uno dei più famosi della Magna Grecia che sorge su una larga piana alluvionale di sabbia, limo e terra a 1.500 metri dalla foce del fiume e a 9 chilometri da Paestum, dalla Basilica, il più grande e il più antico dei tre templi risalente al 550 a.C. costruito seguendo lo stile dorico arcaico, il Tempio di Cerere o di Atene, sorge nel punto più alto della città, all'estremo limite settentrionale della parte sud di Paestum diviso dalla Basilica e dal Tempio di Nettuno, la Cinta Muraria di Paestum si sviluppa, per tutta la sua lunghezza che si approssima intorno ai cinque chilometri (4750 metri), con uno spessore medio di cinque metri ed uno massimo di sette, assumendo la forma geometrica di un pentagono o trapezio rettangolo con la punta del lato minore rivolta verso la costa, l'Anfiteatro, costruzione tipicamente romana, che nasce come edificio destinato ad accogliere i combattimenti tra i gladiatori, il Foro, circondato da portici di ordine dorico, uno dei più antichi Fori rettangolari dell'epoca romana, si raggiunge percorrendola Via Sacra (lunga 12 km , di epoca greca univa la città di Poseidonia al più antico tempio di Hera) che interessa l'area sacra della Dea Athena, la Tomba del Tuffatore, rappresenta una tomba del tutto eccezionale visto che le decorazioni sono tutte concepite in funzione del defunto dovuto essenzialmente dall'avvicinarsi dei Lucani ai Greci nel governo della città verso il IV secolo a.C., i quali oltre a modificare le strutture politiche del territorio, portarono cambiamenti anche nei gusti estetici, il Foro che interessa l'area sacra della Dea Athena da non perdere Madonna Del Granato edificato intorno al XII secolo è ancora oggi meta di numerosi pellegrini provenienti non solo dal Cilento, ma anche da molti capoluoghi della Campania sia per devozione che per la sua superba posizione sul golfo di Salerno, dalla quale si può ammirare un panorama divino, la Chiesa di S. Pietro Apostolo, una volta chiamata Chiesa della Confraternita del Rosario, risale intorno al 1550, epoca in cui la storia locale non registra eventi di particolare rilievo.

Per quanto riguarda la gastronomia da non perdere la Mozzarella di bufala, fra i primi prodotti tipicamente italiani nell'acquisizione da parte della Commissione Europea della registrazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) a fine maggio del 1996, prodotta sin dal lontano 500, il Carciofo Tondo Di Paestum , l'immancabile olio extra vergine d'oliva del Cilento, i fichi del Cilento oltre che fresche, appena raccolte dall'albero, possono essere consumate secche (mediante asciugatura naturale o ad aria calda nella stessa area geografica di raccolta in un'armonica sinergia con il territorio naturale), guarnite, aromatizzate con aggiunte di alloro, noci, mandorle e cioccolato.

Se ci si allontana da Paestum si può fare un'escursione nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, secondo parco in Italia per dimensioni, che si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella. Alle straordinarie emergenze naturalistiche, dovute alla notevole eterogeneità del territorio, si affiancano il carattere mitico e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: il richiamo della ninfa Leucosia, alle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, dai resti delle colonie greche di Elea e Paestum, alla splendida Certosa di Padula.

Il Parco si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell'appennino campano - lucano, comprendendo le cime degli Alburni, del Cervati e del Gelbison, nonché i contrafforti costieri del M. Bulgheria e del M. Stella, mostrando più di ogni altro una forte peculiarità,derivante dall'estrema ampiezza ed eterogeneità del territorio da esso coperto. Di conseguenza fortemente caratterizzate da altrettanta eterogeneità anche le caratteristiche ecologiche del territorio, con la presenza di ambienti praticamente inalterati che si alternano alle aree fortemente modificate di centri urbani e di valli densamente popolate. il Parco del Cilento e del Vallo di Diano, risultato dell'opera combinata della Natura e dell'Uomo, rientra nella categoria dei paesaggi evolutivi (Beni Misti), essendo il risultato di eventi storici, sociali, economici, artistici e spirituali, e raggiungendo la sua "forma" attuale in associazione e risposta al suo ambiente naturale.

 
   
 
 
 
 
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